5ERTER

LICATA SERIE B - LICATA SERIE D

CLICCA SULLE FOTO PER INGRANDIRLE!

Nonostante la duplice sconfitta in campionato, i malumori interni in settimana, le contestazioni e il mal digerimento della cessione di Rocco Caci, onoriamo il derby e lo facciamo alla grande con discreta presenza e ottimo sostegno. Si parte davanti al solito bar alle 13:30 con un autobus di soli 36 posti che ha contenuto 55 aquile assetate di vittoria e onore in battaglia (e le moltitudini dei cori che venivano lanciati già sul pullman prima di partire erano un forte segnale di ciò), altri vanno in macchina. Dopo un viaggio ai limiti del disumano, i playmobil hanno la felice idea di farci entrare in questura con tutto il pullman per ritardare il nostro arrivo all’Esseneto. Siamo sicuri che ai più è tornata in mente l’ ”entrata trionfale” al commissariato di Polizia di Licata dopo i fatti del 2002, sempre ad Agrigento, che costarono 7 diffide. Comunque, non succede nulla di rilevante e riusciamo ad arrivare dieci minuti prima del fischio d’inizio. Al nostro arrivo, troviamo già i ragazzi che erano partiti in macchina (membri dell’IKL e GSL) che avevano già montato lo striscione del gruppo INDIANS KAOS LICATA e lo striscione A SOSTEGNO DELLA MAGLIA, ad indicare il nostro attaccamento morboso ai nostri colori e al nostri blasone, sebbene ci vadano tutti contro, dai risultati ai giocatori. Quelli che arrivano in pullman montano gli striscioni GSL OVUNQUE, lo stendardo dell’AVANGUARDIA ed ULTRAS LICATA. Subito partono inevitabilmente i primi cori ostili fra le due tifoserie, le pochissime che in queste categorie tengono in alto i valori Ultras. La nostra coreografia è molto colorata e possente, formata da una pioggia carta (FOTO 1), bandierine e bandieroni gialloblù (FOTO 3 e 4) accompagnata da fumogeni gialloblù e torce (FOTO 2), alcune delle quali sono state sequestrate all’entrata durante i controlli di rito, insieme ad uno striscione troppo offensivo. Subito dopo la coreografia, esposto il primo striscione, con un saluto dedicato alla curva sud ed ad Agrigento tutta: “CIAO BASTARDI!” (FOTO 5). Il tifo durante il primo tempo è davvero bello e compatto, con cori secchi davvero ben riusciti come “LICATESI SEMPRE PRESENTI”, “LICATESI SENZA PROVINCIA”, “NOI SIAMO IL CALCIO LICATA”, i soliti cori offensivi,  nonché i nostri cori che vengono davvero effettuati bene (fantastici un “VI DIAMO SOLO LE SPALLE” con noi girati al contrario, con le spalle appunto verso di loro) con eccellente risultato uditivo e visivo, con ottimi battimani (FOTO 9), sciarpate (FOTO 11) e spallate sugli spalti. Durante il primo tempo esposto lo striscione “ACQUA E SAPONE PER IL PAESE DEL TELAMONE” (FOTO 7 e 8) ad indicare la carenza di igiene (immondizia ovunque e putridume vario anche nei luoghi artistici) sottolineata più volte dai giornali regionali nel paese dei telamoni, sinonimo dei giganti. Il tifo non molla per tutti i primi quarantacinque minuti, grazie anche al vantaggio che ottiene il Licata nel primo tempo. Dopo esserci un po’ ripresi durante l’intervallo, nel secondo tempo salutiamo un accanito tifoso del Licata Calcio 1931 che adesso non c’è più e che non ha potuto coronare il suo sogno di vedere il Licata in serie D, “NONNO UMBERTO SEMPRE CON  NOI!”. Cori dedicati anche all’ “idolo” della curva Rocco Caci, ceduto in settimana dalla società, una mossa che ha scontentato i più. Inoltre, esposto l’ultimo striscione “LA NOSTRA VERGOGNA? IERI IN B, OGGI QUI…” che sta a significare che i nostri derby sono ben altri ed in altre categorie. Il tifo va più che bene anche nella ripresa, anche grazie al fatto che gli Ultras locali decidono di abbandonare la curva al secondo gol licatese, lasciando i loro vessilli appesi alla gente seduta in curva e concedendo tutta la piazza ai sostenitori gialloblù. Inevitabili i cori “DOVE SONO GLI ULTRAS” e il conseguente “SIAMO NOI GLI ULTRAS”. Verso la fine, a risultato già acquisito e con le corde vocali distrutte da ore di sostegno canoro, prima e durante la partita, il nostro supporto cala un po’ e a cantare siamo una ventina, lo zoccolo duro. La polizia tenta di farci uscire prima della partita perché i giurgintani stavano tentando (cosa che non gli è riuscita, dato che sono stati tenuti a bada dalla celere a distanza da noi) di raggiungere il nostro settore. Noi non cediamo e restiamo sugli spalti fino al novantesimo, quando l’arbitro determina la fine della partita e tutti, giocatori compresi, cantiamo “CHI NON SALTA E’ GIURGINTANO”. Ritorno in pullman davvero infernale con noi che cantavamo e saltavamo come pazzi nell’autobus, rischiando più di una volta il cappottamento in qualche curva!!!NON MOLLEREMO MAI!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BACK

TORNA ALL'HOME